Il discorso della Regione Toscana: l’ordinanza di riapertura. Si procederà coralmente: “a cappella”

“L’ordinanza n°49 della domenica”, di ieri 3 maggio 2020.
Nell’ordine, dopo 16 “visto”, 5 “ritenuto, 4 “tenuto conto”, 2 “preso atto”, 2 “richiamato”, ma nessun “legateli”, il Presidente Rossi ordina da stamane…

“sono confermate le nuove espansioni dei posti di cure intermedie, con potenziamento ulteriore almeno fino allo 0,4/1000 per ogni Azienda USL, con l’obiettivo di almeno 1750 posti letto totali rispetto ai 612 presenti prima della pandemia COVID, con forte integrazione con il MMG…
e con le equipes specialistiche ospedaliere
(A Sassari si direbbe “l’althri…”)

“le Aziende ed Enti del SSR devono distribuire le attività programmabili, sia ambulatoriali che chirurgiche, su tutto l’arco della giornata, dalle ore 8 alle ore 20”

Avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale nel termine di sessanta giorni dalla pubblicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni centoventi”.

La “moltiplicazione dei Fichi Secchi”:
eh be’, si chiamerà Gesù!
Con la Toscana c’è “feeling”.

In pole position Livorno.
Infatti da sotto le mascherine, per strada e nelle corsie, si riesce a distingue un mugolio di:
“qui s’ha Montenero, de’!”

Ma si farà, vedrete: è scritto nell’ordinanza, diamine!

“…Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati…”.

Matteo, 5-7)
Confutatis (W.A. Mozart)

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