COVID-19 e diagnostica strumentale precoce: “meno stetoscopio e più ultrasuoni”. La questione dei cosiddetti “Reparti Puliti”. Proposta Operativa: “meno ventilatori e più ecografi”.

La lettera al Lancet Respiratory Medicine, “online first” il 20 marzo, di un gruppo di studiosi italiani (Buonsenso, Pata e Chiaretti) del Gemelli e del Sacro Cuore di Roma.

Essenziale l’utilizzo dell’ecografia: sia per la diagnostica precoce che per il monitoraggio strumentale.

La “zona grigia” dei falsi negativi sembra essere stimata attualmente intorno al 30%.
Serviranno ulteriori conferme epidemiologiche anche se emerge sul campo l’importanza di integrare la diagnostica strumentale ecografica per identificare e isolare rapidamente, potenzialmente sin dalla fase di triage, i casi sospetti (per es. esposti per contatto) ma ancora asintomatici e negativi al tampone.

Non ultima, la possibilità di effettuare l’esame al letto del malato.

Le “Aziende Sanitarie Locali e Universitarie”, che ancora oggi continuano a definire i cosiddetti “reparti puliti” sulla base dei tamponi, vorranno forse riflettere profondamente che il Margine Etico di corrispondenza tra il mondo ideale e la realtà patisce un’approssimazione di veridicità pari ai falsi negativi?
Sarà davvero il caso che si continui a chiamarli “reparti puliti”, adottando così procedure di sicurezza sanitaria come se realmente lo fossero (cioè, puliti)?


La mia Proposta Operativa

costituire in ogni presidio ospedaliero un “UltraSound Team” dedicato al Covid-19 che operi h24 integrando in tutti i reparti lo screening ecografico ai tamponi.
Nei soggetti normali a un operatore esperto possono essere sufficienti 5 minuti per escludere una interstiziopatia.
Tra gli operatori potrebbero essere individuati professionisti di specialità non necessariamente radiologiche (compresi i neurologi come me con esperienza di ECO Doppler).
Essendo gli ECOgrafi dispositivi disponibili anche in versione portatile, questa integrazione sarebbe facilmente applicabile sul territorio: sia per la prevenzione che per il monitoraggio dei soggetti in osservazione domiciliare.


La lezione magistrale sulla diagnostica strumentale ecografica del Professor Zamboni dell’Università di Ferrara.

Precisazione importante: tra i dati epidemiologici che il Professor Zamboni riporta nella parte introduttiva della sua lezione si fa riferimento allo studio di Zunyou Wu pubblicato sul JAMA del 24 febbraio 2020 condotto su 72.314 casi a Wuhan. Di questi solo il 63% confermati con tampone mentre il restante 37% diagnosticati esclusivamente su base clinica.
Questo spiega perché la percentuale del 63% non corrisponde alla sensibilità del test.

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