Il Gigante Egoista

E ora, sia Misericordia nei nostri giardini d’Europa

And now, be Mercy in Our European gardens.

Every afternoon, as they were coming from school, the children used to go and play in the Giant’s garden… ‘What are you doing here?’ he cried in a very gruff voice, and the children ran away.

‘My own garden is my own garden,’ said the Giant; ‘any one can understand that, and I will allow nobody to play in it but myself.’ So he built a high wall all round it, and put up a notice-board.

TRESPASSERS WILL BE PROSECUTED

Then the Spring came, and all over the country there were little blossoms and little birds. Only in the garden of the Selfish Giant it was still Winter. But the Spring never came.

“Ogni pomeriggio, di ritorno dalla scuola, i ragazzi erano soliti andare a giocare nel giardino del Gigante. Era un giardino ampio e grazioso, con l’erba soffice e verde. “Come siamo felici” gridavano i ragazzi. Un giorno il Gigante tornò. Era stato a far visita all’Orco di Cornovaglia. “Che cosa state facendo qui?”. Tuonò con voce burbera. e i ragazzi fuggirono. “Il giardino è mio”. Così costruì un muro molto alto tutto intorno al giardino e ci mise un cartello:

CHI ENTRA SARA’ PUNITO

Era un gigante molto egoista.

Solo nel giardino del Gigante Egoista era ancora inverno e la Primavera non arrivava mai.

One morning the Giant was lying awake in bed when he heard some lovely music… and a delicious perfume came to him through the open casement. ‘I believe the Spring has come at last,’ said the Giant; and he jumped out of bed and looked out. He saw a most wonderful sight. Through a little hole in the wall the children had crept in, and they were sitting in the branches of the trees. In every tree that he could see there was a little child. And the trees were so glad to have the children back again that they had covered themselves with blossoms… the flowers were looking up through the green grass and laughing. Only in one corner it was still Winter. It was the farthest corner of the garden, and in it was standing a little boy. He was so small that he could not reach up to the branches of the tree, and he was wandering all round it, crying bitterly.

Una mattina, il Gigante, appena svegliatosi, stava ancora steso sul suo letto quando udì una dolcissima musica. Un delizioso profumo gli giunse attraverso la finestra. “Deve essere arrivata la Primavera” pensò. Saltò giù dal letto, andò subito alla finestra e lì vide qualcosa di meraviglioso. Era ritornata la Primavera. I ragazzi erano entrati nel giardino attraverso una piccola breccia nel muro e stavano seduti sui rami degli alberi. Su ogni albero stava seduto un bambino. E gli alberi erano tanto contenti del ritorno dei ragazzi che si coprivano di gemme… i fiori spuntavano tra l’erba e sorridevano… Solo in un angolo del giardino era ancora Inverno. Era l’angolo più lontano del giardino e un piccolo bambino se ne stava lì da solo. Era così piccolo che non riusciva a raggiungere i rami dell’albero e gli girava intorno piangendo amaramente.

The poor tree was still quite covered with frost and snow. ‘Climb up! little boy,’ said the Tree, and it bent its branches down as low as it could; but the little boy was too tiny.

And the Giant’s heart melted as he looked out. ‘How selfish I have been!’ he said; ‘now I know why the Spring would not come here. I will put that poor little boy on the top of the tree, and then I will knock down the wall, and my garden shall be the children’s playground for ever and ever.’ He was really very sorry for what he had done. So he crept downstairs and opened the front door quite softly, and went out into the garden. But when the children saw him they were so frightened that they all ran away, and the garden became Winter again. Only the little boy did not run, for his eyes were so full of tears that he died not see the Giant coming. And the Giant stole up behind him and took him gently in his hand, and put him up into the tree. And the tree broke at once into blossom, and the little boy stretched out his two arms and flung them round the Giant’s neck, and kissed him.

Il povero albero era ancora tutto coperto di gelo e di neve… “Sali piccolo” diceva l’Albero cercando di curvare i suoi rami verso il basso più che poteva; ma il bambino era troppo piccino… Il cuore del Gigante a questa vista si intenerì. “Come sono stato egoista!”. Egli disse. “Adesso so perché la Primavera non veniva fin qui. Metterò quel piccolo sulla cima dell’albero e poi abbatterò il muro e il mio giardino sarà per sempre il luogo dei giochi per i ragazzi”. Era davvero molto dispiaciuto per quanto aveva fatto. Così discese per le scale ed entrò nel giardino. Ma i ragazzi non appena lo videro, si spaventarono tanto che fuggirono via e nel giardino ritorno l’Inverno. Solo il piccolo bambino non fuggì perché i suoi occhi erano tanto pieni di lacrime che non aveva visto il Gigante arrivare. Allora il Gigante arrivò fino alle sue spalle, lo prese per mano e sollevandolo delicatamente lo mise sull’albero. E l’albero fiorì d’un tratto… e il piccolo bambino tese le mani intorno al collo del Gigante e gli diede un bacio.

And the other children, when they saw that the Giant was not wicked any longer, came running back, and with them came the Spring. ‘It is your garden now, little children,’ said the Giant, and he took a great axe and knocked down the wall. And when the people were gong to market at twelve o’clock they found the Giant playing with the children in the most beautiful garden they had ever seen. ‘I have many beautiful flowers,’ he said; ‘but the children are the most beautiful flowers of all.’ But the little boy whom the Giant loved was never seen again. ‘How I would like to see him!’ he used to say.

E gli altri ragazzi, quando si accorsero che il Gigante non era più cattivo, tornarono indietro di corsa e con loro tornò la Primavera. “Adesso questo è il vostro giardino, bambini” disse il Gigante. Così, afferrato un grosso bastone abbatté il muro. E quando la gente che a mezzogiorno si recava al mercato potè vedere il Gigante che giocava con i ragazzi nel più bel giardino che si fosse mai visto”… “Ho tanti bellissimi fiori” egli andava dicendo; “ma i bambini sono i fiori più belli”. Il piccolo bambino che il Gigante amava però non c’era più. “Come sarei felice se potessi rivederlo!” usava ripetere.

But the children said that they did not know where he lived, and had never seen him before; and the Giant felt very sad. Years went over, and the Giant grew very old and feeble. He could not play about any more, so he sat in a huge armchair, and watched the children at their games, and admired his garden. One winter morning he looked out of his window… Suddenly he rubbed his eyes in wonder, and looked and looked. It certainly was a marvellous sight. In the farthest corner of the garden was a tree quite covered with lovely white blossoms. Its branches were all golden, and silver fruit hung down from them, and underneath it stood the little boy he had loved.

Ma i bambini gli rispondevano che non sapevano dove vivesse, né lo avevano mai visto prima; e il Gigante si sentiva molto triste… Trascorsero gli anni, e il Gigante divenne vecchio e debole. Non poteva più scendere a giocare e così, seduto su un’enorme poltrona, se ne stava a guardare i bambini intenti nei loro giochi e ammirava il suo giardino. Poi una mattina di inverno, guardo fuori attraverso la finestra… D’improvviso stupore si stropicciò gli occhi per quel che vide e poi vedeva ancora. Nell’angolo più lontano del giardino, c’era un albero tutto coperto di fiori bianchi. I rami erano dorati e frutti d’argento pendevano da essi. E Sotto l’albero stava il piccolo che egli aveva amato…

Downstairs ran the Giant in great joy, and out into the garden. He hastened across the grass, and came near to the child. And when he came quite close his face grew red with anger, and he said, ‘Who hath dared to wound thee?’ For on the palms of the child’s hands were the prints of two nails, and the prints of two nails were on the little feet.

‘Who hath dared to wound thee?’ cried the Giant; ‘tell me, that I may take my big sword and slay him.’

‘Nay!’ answered the child; ‘but these are the wounds of Love.’

‘Who are thou?’ said the Giant, and a strange awe fell on him, and he knelt before the little child. And the child smiled on the Giant, and said to him…

Il Gigante, per la gran gioia, si precipito giù per le scale e uscì fuori in giardino. Corse attraverso il prato sino a giungere dal piccolo. Ma quando gli fu abbastanza vicino, si fece rosso in viso per la rabbia, “chi ha osato ferirti così?”, disse. Perché sul palmo delle mani del bimbo c’erano i segni lasciati da due chiodi, e segni di due chiodi erano anche sui suoi piedini.

“Chi è che ha osato ferirti?” gridò il Gigante; dillo a me, acchè io possa afferrare la mia grande sciabola e farlo a fette”.

“No, fermati!” rispose il bimbo; “sono solo le ferite dell’Amore”.

“Ma tu, chi sei allora?” disse il Gigante, e, preso da uno strano timore, si inginocchiò di fronte al bambino. Il bambino allora sorrise al Gigante, e rivolgendosi a lui gli disse…

‘You let me play once in your garden, to-day you shall come with me to my garden, which is Paradise.’

“Un tempo mi hai lasciato giocare nel tuo giardino. Ora verrai nel mio giardino, che è il Paradiso”

Oscar Wilde

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